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2008-2009 ©

 

Restaurare, al di fuori dell'aurea inpenetrabile, quasi magica che a volte ci viene proposta, e' il solo tentativo a rimettere a posto le cose come erano all'origine, nulla piu'. In effetti qualcosa di magico c'e', ma viene tirato in ballo per altro, questioni di vedute personali ed anche della motivazione principale che muove alla fine. Esisto oggi anche delle precise regole del restauro, piu' precisamente e dal 1987 c'e' una "Carta" del Restauro degli oggetti d'Arte e di Cultura, riconosciuta dal CNR ( Centro Nazionale Ricerche ); il restauratore poco mercante e molto appassionato di queste regole non e' che non sappia che farsene, ma lui le mette gia' da sempre in pratica anche senza che queste divengano Legge, il che' poi ben venga a mio parere. Il restauro sostanzialmente sarebbe di due tipi, ma poi bisogna oggettivamente tenere conto della umanita' per cosi' come e' fatta da sempre e quindi....

di 3 tipi espongo allora ( forse arbitrariamente ? perdonatemi allora ).

  • Il primo e' il restauro MUSEALE, quello che non nasconde gli interventi, anzi li mostra in chiaro confronto per come era e per come e' adesso, senza enfatizzarli certamente, ma nulla e' celato del ripristino, qui del ripristino si parla infatti e solo di quello.
  • Il secondo e' il restauro ESTETICO, dove vale quanto sopra, ma si punta piu' al funzionale, tipico ritrovare questo intervenire nei mobili e negli oggetti in genere ovviamente; si cerca di attenersi sia alle tecniche e sia ai materiali originali del pezzo da "sistemare", qualche concessione all'estetica appunto, perche' si cerca di celare l'intervento, ma in maniera che pero' l'insieme sia il piu' vicino possibile all'autentico, almeno per le tecniche ed i materiali. E' in questo caso permesso, per certuni a malincuore pero', rifare quello che non e' piu' presente, ma completa il tutto, una maniglietta per esempio che manca del tutto.
  • Il terzo e' quello che io non son proprio capace di chiamarlo neanche restauro, si dice COMMERCIALE, ma e' questa e' per me un'espressione di un'eufemismo pietoso, io direi piu' di MERCANTILPOSTRIBOLUS, in quanto in questo non ci si fa troppe, anzi nessuna remora non solo di sostituire, ma pure di alterare lo stile a volte... c'e chi lo fa come sistema ed incassa a volte anche parecchio; che si debba pur lavorare e' pur vero ed anche se cio' e' su commissione del diretto fruitore ultimo, incosciente della sua richiesta, alla fine contento lui contenti tutti si potrebbe anche dire, ma ti cascano proprio le braccia se accade che ti si chieda.

Nel restauro MUSEALE, quindi quello potremmo dire anche storico, vi sono oggi due tendenze; una che tende a riportare allo stato originale la "cosa" e l'altra a conservarne ed a valorizzarne solo cio' che ha superato il tempo, quindi inclusi i segni che questi lascia nella "cosa" passando con essa, su di essa ed attraverso essa; cio' appena detto lo riporto qui a titolo di quasi sola papera curiosa, non sono sicuramente all'altezza di poter filosofare sull'argomento, che pero' rispetto e che ritengo in ogni caso di valutare, soppesare spero nel mio possibile bene, sopratutto quando poi lavoro non solo con le mani.

la zona delmio laboratorio dedicata alla falegnameria e  restauro  mobiliere   restaurare riparare

(UNA MIA AREA DI RESTAURO MISTO )

E' oggi diventato un mestiere anche piuttosto ben pagato in certi casi, ma nulla e' gratis ed e' difficile veramente che un buon lavoro, non non valga quanto richiesto, esistono poi casi estremi di speculazione, quasi di truffa vera e propria, ma se si hanno dei dubbi basta rivolgrsi a piu' addetti, si avra' cosi' la possibilita' di fare una media e poi di scegliere; un'altra possibilita' valida e' sicuramente il passaparola tra conoscenti ed amici, ma che in questo caso : valutare bene, con la propria testa e sempre alla fine facendo confronti utili. Il restauratore non esce mai da una scuola specifica gia' sapendo tutto quanto gli occorre, la teoria, pur con la pratica scolastica non basta ed e' per questo che probabilmente i piu' bravi in questo campo son dei figli d'arte volonterosi o veri appassionati del genere, approdati a questo lavoro piu' per il piacere di farlo che per i possibili guadagni, tenerlo presente e cercare sempre, quando ci si rivolge ad un restauratore, di sondare, senza inquisire nessuno ovviamente, cercando di capire diciamo il personaggio.

foto girarrosto restaurato -1

foto girarrosto restaurato -2

foto girarrosto restaurato -particolare della orologeria fatta a mano3

foto girarrosto restaurato -4cassa in pino antichizzata-4

UN BELLISSIMO EX EX...

La conoscenza e la tecnica di oggi ha portato le possibilita' di sapere in modo estremamente certo l'eta', i componenti fisici degli oggetti, le loro stratificazioni, l'origine, i difetti congeniti, le rotture interne, il contenuto occulto eventuale, la presenza, quando si verifica , di agenti invecchianti sopraggiunti oltre il normale ciclo e di tante altre ancora, fornendo anche mezzi sempre piu' precisi ed efficaci, oltreche' utilissimi; l'opera manuale pero', tranne casi estremi e molto tecnici e' insostituibile, unitamente alla esperienza naturalmente, che il restauratore accumula lavorando ed anche sbagliando.

banchetto da forgia

 

 

Io restauro mobili come conseguenza al fatto di aver lavorato da giovanissimo presso restauratori-ebanisti di mobili; ho anche prodotto mobili ed oggetti e quindi conosco i principi costruttivi, inoltre restauro come conseguenza di avere il pallino del recupero...gli ecologisti odierni mi fan sorridere e mi confortano, perche' io son del 1955, ed in quell'epoca era giusto e sacrosanto buttare via tutto al primo segno di decadimento...l'industria spingeva forte perche' si cambiasse sempre tutto con cicli irragionevoli,

foto incudine con rosonefoto dei miei bellissimi ferri in aiuto alla forgiafoto rosone del  600 rifusa

il consumismo che oggi frena o che dovrebbe farlo... il pensare comune, nel 1970, quando iniziai a cimentarmi in queste cose, neanche immaginava il buco nell'ozono che gia' c'era, la diossina che abbondantissima circolava nell'aria e tante altre cose che oggi ci portano a rivedere i nostri consumi-comportamenti per amore o per forza; tutto cio' era sicuramente sottolineato e riportato da alcuni pionieri dell'ecologia e dell'economia, ma il comune senso umano, del porsi di fronte al riparare, al recuperare, era invece uno spensierato consumatore, che si prendeva beffe di questi "untori", relegandoli ad estremisti catastrofisti, Tra quelli c'ero io, che senza sapere nulla di ecologia e risparmio, mi sentivo calamitato da tutto cio' che era rotto ed inservibile per altri, ma non per me, che mi industriavo cocciutamente a ripararlo, senza per altro averne economicamente e fortunosamente bisogno, in quanto la mia famiglia non navigava nell'oro, ma non si stava poi male ed anzi, il vedermi a volte tornare dal rottamaio con in mano un nuovo "cimelio", poteva anche creare qualche problema, con olio, grassi e varie al seguito che si possono immaginare. Non nego infatti di avere molti amici tra i demolitori, il che puo' far anche sorridere, ma quello che io trovo presso questi Grandi Magazzini della Materia Prima non e' principalmente LA materia che a volte poi mi porto in laboratorio, ma bensi' le idee, quelle che sorgono vedendo tutto cosi' aperto, smontato, rotto, anzi : sventrato nei suoi intimi segreti, che da nuovi invece nascondono gelosamente.

foto - di un ventilatore distrutto, revisionato e potenziato per i lavori a forgia particolari

( Un soffiatore potente, resistente al fuoco e veramente fac-totum )

Queste mie visite sono molto fruttuose, anche perche' molte cose non vengono piu' prodotte e diversamente subirebbero l'oblio, mentre il nuovo di oggi e' si' piu' moderno, ma pecca sicuramente in alcune soluzioni, che per la loro semplicita' e praticita' geniale fanno ancora scuola ed a volte rimpiangiamo. Pensiamo, solo per fare un esempio, alle macchine da cucire, io ne ho tre, delle quali una e' elettronica ultima generazione....ma a volte usarla e' uno strazio ! e ritorno sulla mia vecchia Borletti verde, un carroarmato con soli due punti, sempre gli stessi, niente ricami e niente schede, rumorosa e pesante quanto si vuole, ma inarrestabile, anche se dopo delle tende di seta devo cucire subito una cartella di pelle. Restauro riparando e ricodizionando quasi tutto, i dipinti non li tocco, l'elettromeccanica mi entusiasma e la pratico, mentre l'elettronica la studio, in questa spesso ho anche la fortuna dell'ignorante in materia, ma non sono ancora all'altezza di capire questi miei strani " miracoli ", in un domani chissa'. Nel restauro e' compresa inevitabilmente la ricostruzione, anche da zero, su disegno, modello, idee. Vi aspetto e saro' lieto, nei miei limiti, anche solo di consigliarvi.

 

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