HOMEPenna d'oca

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penna d'oca o di pappagallo ?
In effetti per scrivere con la penna antica noi potremmo usare una qualsiasi penna di volatile, persino quella di un piccione o di un tacchino che e' anzi per alcuni preferibile a quella di oca;

le migliori penne devono rispondere a dei requisiti tecnici importanti quali :
>>> il diametro di media del fusto della penna,
>>> il diametro del fusto della penna dove dovremo tagliare il pennino, sostanzialmente la punta della penna che era nella pelle del volatile gentilmente "donatore",
>>> la robustezza della penna, quindi anche del suo spessore di parete ( ricordo che la penna e' pressoche' cava al suo interno ),
>>> la rigidita', e qui si va secondo le proprie esigenze scrittorie e gusti personali.

Sorvoliamo su come ce le procureremo.... e' solo un'idea

Sorvoliamo su come ce le procureremo.... e' solo un'idea.

Le penne da scegliere sono sicuramente quelle piu' grosse e robuste, quindi prendere quelle remiganti, cioe' le prime in cima alle ali, le piu' lunghe e grosse appunto. Gli scritti datati ci riferiscono che gli scrivani del tempo sembra prediligessero le piume dell'ala destra... probabile, ma personalmente bastiancontrario ho provato quelle di sinistra e fermo restando che come sempre ho dovuto prima veder dove " cadeva " e poi segnarmi la parte centrata alta-sopra, non ho notato differenze determinanti, vero e' che io scrivo spesso ma pero' son nessuno, quindi ogniun per se'.
La penna d'oca non per niente viene sempre nominata, puo' arrivare a diametri esterni anche di 10 mm. con lunghezze fino a piu' di 1 metro, cosi' grosse e lunghe son rare ma si trovano comunemente almeno fino al diametro di 8 mm, la lunghezza puo' variare molto ma alla fine di questa penna intera ne utilizzeremo solo dai 25 ai 30 centimetri.

La penna d'oca non per niente viene sempre nominata, puo' arrivare a diametri esterni anche di 10 mm. con lunghezze fino a piu' di 1 metro, cosi' grosse e lunghe son rare ma si trovano comunemente almeno fino al diametro di 8 mm, la lunghezza puo' variare molto ma alla fine di questa penna intera ne utilizzeremo solo dai 25 ai 30 centimetri

Il piumaggio e' opzionale lasciarlo ed i pareri son discordi; a parte ogni ragionamento estetico che per la maggiore sembrerebbe optare per almeno un piccolo pennacchio in cima, vale la regola del bilanciato e comodo, quindi la penna dovrebbe essere ben impugnabile appena presa tra le dita e li' accomodarsi quasi da sola, e' comunque gia' di sua natura leggermente incurvata cosi' da auto orientarsi in mano appena impugnata, cio' ci fara' trovare poi anche il pennino gia' orientato per scrivere dal lato giusto ( il pennino ha un verso solo per essere usato efficacemente, quindi prima di iniziare a preparare il pennino guardiamo sempre dove la penna ha simpatia a sdraiarsi in mano ).
Qualsiasi penna si scelga di usare si deve prima" sbarbarla" vale a dire eliminargli il piumaggio che darebbe fastidio nell'impugnarla a scrivere, quindi sempre che si voglia lasciare il pennacchio di bilanciamento o di decorazione il resto va tutto tagliato via bene a filo del fusto, per questa operazione l'usare una lametta da barba nuovissima e quasi di piatto ci aiutera' non poco.

Qualsiasi penna si scelga di usare si deve prima" sbarbarla" vale a dire eliminargli il piumaggio che darebbe fastidio nell'impugnarla a scrivere,................Non si puo' prendere la penna cosi' preparata ed immediatamente intingere sperando di poter scrivere decentemente, occorre prima temperare la punta della penna e poi tagliare la sagoma del pennino che si vuole ottenere.

Non si puo' prendere la penna cosi' preparata ed immediatamente intingere sperando di poter scrivere decentemente, occorre prima temprare la punta della penna e poi tagliare la sagoma del pennino che si vuole ottenere.
La la tempera o la tempra o avviene in due fasi: la decappazione e la tempra vera e propria. La decappazione non e' altro che la normale pulizia fine della punta della penna dai suoi microscopici ma inevitabili rimasugli di pelle e grassi dell'animale; cio' si fa creando una reazione tra la parte organica ( la punta della penna ancora coi resti ) ed un acido che consumera' il tutto pulendoci la punta della penna. Non occorrono acidi particolari ed i pareri sono spesso molto personali, gia' basta un buon aceto di buona gradazione e non diluito, certo cosi' bisognera' attendere un po di piu' ma l'aceto funziona e sicuramente gia' l'abbiamo in cucina. Personalmente prima di intingerla per decapparla taglio sempre una piccolissima porzione della punta affinche' l'aceto possa penetrare bene e subito anche all'interno a creare od iniziare da subito il distacco della cartilagine all'interno della piuma che c'e' e va tolta completamete pena la probabilissima non tenuta dell'inchiostro da parte del pennino finito. Ora la tempera della della punta; l'operazione si esegue col una fonte di calore, il segnale inequivocabile di giusta tempra e' il diventare trasparente della punta, che prima della tempra e' bianco-grigio ma comunque non trasparente ed opaca. Per questo gli esperti usano la candela ma anche con la pratica rischiano sempre naturalmente di esagerare, i piu' prudenti preparano con piu' lavoro sicuramente ma piu' saggiamente od almeno prudentemente della sabbia finissima surriscaldata. ( la ticino da intonaco o quella del canarino fine va benissimo ). Per questa sabbia fine si puo' andare dai fornitori edili e dire loro a cosa ci serve, ci vedremo riempire il borsello o la borsetta gratis mentre essi se la ridono sicuramente come matti, cio' e' normalissimo non ci badate. Se questa sabbia fine poi la lavate ulteriormente a casa e' meglio ancora; basta versarla in un contenitore pieno di acqua, girarla veloce con un mestolo od una paletta, versare via l'acqua velocemente senza dar tempo ai depositi di sedimenrasi, quella che rimane e' sabbia ben lavata, lasciamola asciugare e poi usiamola cosi' come e'. Dopo averla usata un po di volte per la tempra stesso trattamento per levar scorie inevitabili di grasso, polveri e pelle. Questa sabbia calda si usa dentro un piccolo recipiente che va riscaldato in varie meniere, tutte da sperimentare, anche da inventare o reinventare, la temperatura e' molto relativa a quanta sabbia/tipo di contenitore/grandezza-diametro penna, non occorre assoltamente arrivare a farla fumare, dovrebbe comunque essere poco invitante per le nostre dita, dentro questa si tempra la punta immergendovela piu' volte guardandone gli effetti con calma ( uno scaldino elettrico con sopra la coppa di un mestolone demolito, oppure un contenitore in vetro pyrex, se vi piace la birra il fondo della lattina tagliato a 5-10 cm. e' una probile ottima risorsa decorosissima ). Ho una pistola elettrica a vento caldo che dopo alcune prove ora ha una tacca esatta del punto che liricamente definisco " del non ritorno" o piu' semplicemente : oltre il quale "ciao", mi funziona benissimo e generalmente sempre; a questo proposito potreste anche rubare il phon a vostra moglie e modificarlo accorciandogli leggermente la resistenza, ( questo generalmente si fa mentre lei dorme e non si oppone nel modo che possiamo ben immaginare ), in ogni caso dopo l'accorciamento l'aggeggio caccia sempre una temperatura maggiore, l'empirismo qui puo' fare brutti scherzi quindi attenzione se si e' digiuni di nozioni in elettricita' . Il ricordarsi di avvertire poi all'indomani la moglie della modifica effettuata al suo phon non sarebbe poi un male, perche' non oso pensare a cosa potrebbe accadere ai suoi bigodini. Temprata comunque la punta e quindi anche sicuramente mandato in corto il phon della moglie la si taglia ( solo la punta direi... ) in quattro-cinque sequenze, secondo l'uso finale. Il primo taglio e' assiale e parallelo alla penna, asporta meta' dello spessore tagliando verso quella che si vuole divenire punta del pennino ( lunghezza del taglio circa 2 centimetri;

Il primo taglio e' assiale e parallelo alla penna, asporta meta' dello spessore tagliando verso quella che si vuole divenire punta del pennino ( lunghezza del taglio circa 2 centimetri;

il secondo taglio e' in funzione della forma finale che si vuole ottenere, ma per regolarsi inizialmente consiglio il secondo taglio di circa 1 centimetro, eseguito in diagonale sempre verso la fine della punta del pennino. Rastremando questo secondo taglio iniziera' ad affiorare lo sbozzo di quel che sara' la forma finale del pennino,

il secondo taglio e' in funzione della forma finale che si vuole ottenere, ma per regolarsi inizialmente consiglio il secondo taglio di circa 1 centimetro, eseguito in diagonale sempre verso la fine della punta del pennino. Rastremando questo secondo taglio iniziera' ad affiorare lo sbozzo di quel che sara' la forma finale del pennino,

se quindi vogliamo una punta per calligrafia inglese assottigliamo a punta tonda ( punta finale affusolata, di larghezza di circa 1 millimetro, ed al suo finire verso di noi circa 3/5 mm. ) se invece vogliamo un pennino per gotico stiamo sui 2/3 millimetri, una punta quasi quadrata insomma. Se la punta e' decisa per quadrata la si appoggia su un tozzetto di legno duro e si taglia decisi e perpendicolarmente alla penna, si otterra' un pennino piatto-quadrato; secondo le esigenze ci si regola su quanto lasciare per quanto riguarda appunto la larghezza della punta. Se la punta e' decisa per quadrata la si appoggia su un tozzetto di legno duro e si taglia decisi e perpendicolarmente alla penna, si otterra' un pennino piatto-quadrato; secondo le esigenze ci si regola

In ambedue i casi, sia per il pennino da inglese che per il gotico e poi per qualsiasi occorre praticare un taglio netto e preciso, sulla punta della penna e nel senso della lunghezza, non superare la misura di intaglio intorno ai 5-7 millimetri,

praticare un taglio netto e preciso, sulla punta della penna e nel senso della lunghezza, non superare la misura di intaglio intorno ai 5-7 millimetri,

qui comunque non esiste una regola diversa dalla esperienza diretta del provare e riprovare ( comprare magari un "gregge" di oche starnazzanti potrebbe essere un'idea risolutoria, voi poi avete sicuramente anche un bel balcone vero ? ). Se poi si avessero delle fustelle piccolissime e molto ben affilate ci si potrebbe lanciare sia con la tecnica che con la fisica applicata ( teorie di adesione dei liquidi ma non solo ), quella che per esempio vediamo applicata nei pennini in acciaio, ecco subito qui sotto un esempio che mi funziona non male ( foro con fustella da 2-3 millimetri, nel caso consiglierei di realizzarlo prima del taglio assiale, NON dopo )

Se poi si avessero delle fustelle piccolissime e molto ben affilate ci si potrebbe lanciare sia con la tecnica che con la fisica applicata ( teorie di adesione dei liquidi ma non solo )

( vista da sopra )

Ultimo taglio; si adagia la punta della penna come se stesse scrivendo ma completamente adagiata orizzontale, ( farlo sempre su uno zoccoletto di legno duro ) e si pratica un taglio preciso e netto dall'alto verso il basso, angolato circa a 45° verso la punta del pennino, si tratta di un taglio di precisione assoluta e che asportera' appena il neccessario sia per regolarizzare ulteriormente la punta del pennino e sia per diminuire lo spessore sulla punta estrema;

si tratta di un taglio di precisione assoluta e che asportera' appena il neccessario sia per regolarizzare ulteriormente la punta del pennino e sia per diminuire lo spessore sulla punta estrema;

cio' rendera' veramente usabile e precisa la penna. Abbiamo ora una penna d'oca o di qualsiasi volatile che ci servira' molto bene, provare e riprovare, i buoni risultai si vedranno solo col tempo.
Se per il Gotico Texture e l'Inglese si puo' benissimo usare anche una buona penna stilografica col pennino adatto, per l'Unciale e per altri la penna di volatile e' insostituibile.
Nella scrittura con punta tagliata quadra occorre pianificare bene la grandezza finale stimata della penna, anzi del pennino in funzione dello spessore delle ascendenti-discendenti; logicamente poi qualcuno ci rimettera' le penne, questo e' inevitabile, chiediamo allora e prima al pennuto almeno un " per favore" ideale. C'e' poi un sofisticato altro modo di preparare il pennino in funzione della sua capacita' di trattenere ancora piu' inchiostro, come si sa si deve pur intingere ogni tanto ed anche se cio' e' da considersi come anche un giusto stacco per rivedere continuamente forme e ritmi, cosa utilissima che consiglio, non e' da sottovalutare. Si tratta durante il taglio iniziale di salvare la parte sotto del pennino che diversamente si elimina per far cavo appunto sotto il pennino,

tale lembo viene rastremato e ripiegato in modo ricorsivo dentro il pennino stesso;

tale lembo viene rastremato e ripiegato in modo ricorsivo dentro il pennino stesso; la scorta di inchiostro

e' interessante imparare questa precisineria in quanto effettivamente la scorta di inchiostro non solo aumenta ma parallelamente se ben fatto ci si protegge meglio da eventuali gocce indesiderate, esistono vari modi anche fantasiosi e sempre aperti all'invezione personale per fare questo. Le immagini che seguono spero siamo esaustive, sono solo disegni ma appena trovo tempo mettero' anche delle belle foto e dei piccoli filmati su tutte le operazioni qui descritte.

in sezione trasparente...

in sezione trasparente...

e come si vedra' dall'esterno nel reale...

e come si vedra' dall'esterno nel reale...

In Francia ho visto uno stilo da collezione molto interessante e pregevole in osso ed argento, con strozzo per portare solo il pennino tronco di piuma d'oca o simile, mi son venute subito in mente le mia cannucce del 1960 della Colombo, sembra ieri "raga"...

Il Nettapenne

e' un'accessorio oramai sconosciuto ai piu' ma una volta era presente e neccessario su qualsiasi banco di scuola. Si tratta di un'attrezzo pulitore, si usa coi pennini quando si ha finito di scrivere e ci rimane appunto il pennino ancora umido di inchiostro, esso va infatti riposto sempre asciutto e molto pulito, se si potesse lavarlo ed asciugarlo perfettamente sarebbe anzi molto meglio. Quando si ha fretta va bene tutto ma se si scrive abituamente vale la pena di costruirsene uno ok.

Prendere della stoffa preferibilmente di cotone compatto, che quindi non sfilacci assolutamente, poi si tagliano tanti quadrati o dischi tutti uguali,

Prendere della stoffa preferibilmente di cotone, che non sfilacci assolutamente, poi si tagliano tanti quadrati o dischi tutti uguali,

una decina gia' basta, ogniuno con un diametro minimo di circa 5-6 cm. bisogna metterli uno sopra l'altro a formare una pila regolare,

bisogna metterli uno sopra l'altro a formare una pila regolare,

prendere 2 normalisimi bottoni da almeno 1 cm di diametro, metterne uno sopra la pila e l'altro sotto centrati, passare e cosi' cucire il filo dentro questi che tratterranno i quadrati od i dischi di tessuto ben uniti ed in ordine, stringere molto bene il tutto ma senza deformare il cilindro di tessuto ottenuto.

prendere 2 bottoni da almeno 1 cm e passare il filo dentro questi che tratterranno i quadrati od i dischi di tessuto ben uniti ed in ordine, stringere molto bene il tutto ma senza deformare il cilindro di tessuto ottenuto.

Le immmagini che si vedono si riferiscono a dei dischi ma e'possibile fare il nostro nettapenne con praticamente qualsiasi forma, quindi quadrato, a stella, ecc..., idem per i 2 bottoni

Il nettapenne fa la differenza nella pulizia veloce ma anche quando certe carte ( specialmente con le Amalfi o bambagine o piu' semplicemente le carta da straccio ) ci possono "donare" antipaticissimi fili di ex-tessuto, quindi gli ex stracci di cui sono fatte appunto queste carte, nel nostro pennino, che deve essere ovviamente sempre libero da qualsiasi impurita' e velocemente pulibile, con il nettapenne potremo pulire continuamente il pennino senza sporcarci le mani od avere mille clinex tutti sporchi in giro     ( una vera nefandezza, anche spirituale credetemi ).

Fine della pagina e per un momento anche del mio sproloquiare in una saccenza che non ho, sono solo un artigiano, un pratico e mi e' stato chiesto proprio da voi che mi leggete di editare qualcosa sull'argomento. Personalmente comunque consiglio a chiunque voglia come me imparare idealmente per sempre lo sperimentare, di non fermarsi qui, anzi di pensare e ripensare, perche' qualcosa accadra' ed il buttarsi nei ritagli di tempo a curiosare nel " vediamo se funziona " non e' mai tempo perso. Sperimentare quindi soluzioni innovative nelle penne naturali e' un discorso sempre aperto, cio' si mette appunto in pratica anche con tagli e rastremature laterali o con anellini ( o "vere" aggiuntive ricavate magari da altre penne di diametro piu' grosso ) , oppure con tempere controllate e zonali...

e magari nel contempo riuscire a trovare anche il tempo per riparare il phon che abbiamo scippato e probabilmente rotto a nostra moglie, ovviamente per gli Usi Sacri anzidetti sopra.

Vi sarebbe anche un'altro sistema per ottenere delle penne d'oca, anzi tutto il prodotto finito,

questo e' un punto di vista personale e dissacrante ma l'immagine che segue forse potra' contribuire a rilassarci un poco dopo 'sto popo' di lettura ( pensateci e comunque scrivete sempre con animo in pace ).

CICLO PRODUTTIVO OCA - BELLA SCRITTURA SU PERGAMENA

La fantasia secondo me e' un campo poco spiegabile e molto piu' tangibile di quanto si creda,


ciao artigiani !


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