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La pelle... un materiale naturale, dittile, eclettico; aggiungerei : VIVO !

L'origine e provenienza e' come si sa animale, ed anche se la pelle, prima di divenire tale era pelliccia piu' o meno fitta di pelame, piu' o meno morbido, e' bene distinguere; l'origine e' identica, utilizzo e' a volte simile, ma molto diversamente motivato. Un tempo la pelliccia era una neccessita', come la pelle daltronde, oggi col sintetico non piu' anzi, potendo finalmente scegliere fra materiali per certi versi anche piu' isolanti, specialmente la pelliccia "allevata" solo per un uso di piacere, e' diventata per alcuni uno dei sinonimi di barbaria gratuita; non staro' qui a valutare, ne ho appena accennato solo per dividere due zone ben distinte.

L'uso del pellame conciato, oggi e' solo il buon utilizzo finale di una parte che andrebbe altrimenti persa, noi infatti mangiamo la carne e cio' produce inevitabilmente pellame, diciamo pure di risulta, almeno per l'industria del macello, ma anche con l'avvento del pratico sintetico, la pelle naturale rimane ancora, oltre le sensazioni arcaiche, un tramite con l'ambiente, che ci isola, protegge, veste bene, che non fara' mai perdere il contatto quasi diretto con tutto cio' che ci circonda...e' una seconda pelle si dice appunto.

La lavorazione del pellame e' lunga, faticosa, anche con le macchine operatrici moderne e' onerosa, oltretutto implica oggi anche una diversa attenzione verso l'ambiente, specialmente parlando di concia ( il cromo nei fiumi non e' piu' tollerabile per esempio ), ma si sono via via scoperte ( o riscoperte ) altre vie ecologiche, che permettono una concia forse anche piu' efficace, pur mantenendo intatte tutte le qualita' di un tempo, anzi recuperandole direi, sopratutto per quanto riguarda la nostra epidermide, che nel passato recente, da questo tipo di trattamenti, ha tratto spesso infiammazioni fastidiose, se non pericolose. Oggi e' possibile chiedere ed ottenere pellame non conciato al cromo, con tinte d'essenza vegetale assolutamente non tossica, io ne faccio uso da sempre per qualsiasi.

se lapelle e' buona generalmente e' anche bella ... cucila a mano e sarai soddisfatto

La pelle non si compra a kilo... ma a piede, la misura ufficiale sarebbe il metro quadro ( mq ) ma chi poi deve lavorarci direttamente usa il piede quadro, che non e' altro che un quadrato da 30 x 30 centimetri.... sistema antidiluviano ? certamente, ma funziona benissimo da perecchio. Ora coi pc si puo' scannerizzare al millimetro la superficie, in un attimo si sa tutto, ma nei laboratori artigianali e' diverso, siam ottusi forse, ma ci piace ancora misurare cosi'...coi piedi !. Un animale, secondo la provenienza e la razza puo' arrivare a misurare anche 11 piedi quadri !, ma la normalita' la vedo intorno ai 4-6 piedi; poi lo sfrido ovviamente, che viene conteggiato nel globale quando si compra "l'animale", cioe' tutta una pelle, ma che per questioni anche di spessori e qualita' diverse, va spesso perso o certosinicamente industriato nel recupero paziente, anche intelligente. Ed ecco uno dei perche' ho mille sacchetti sempre tra i piedi...

Cuoio ? non esite la pelle ed il cuoio, esiste la pelle buona, sana, trattata per diventare tale. Qualsiasi pellame di un minimo di spessore, di qualunque bestia, puo' divenire cuoio, qualsiasi. La concia e' il mezzo per ottenere cio'; la concia migliore secondo me e' quella al tannino ( ricavato dal mallo verde, anche della normalissima noce italica ), coi trattamenti al cromo si ottengono piu' o meno gli stessi risultati ma vale quanto detto sopra, inoltre io trovo che la morbidezza sia leggermente piu' scadente col cromo appunto, meno elastica insomma ( a volte anche l'odore e' diverso, ma non sempre ). La pelle ha bisogno di manutenzione, non va dimenticato, anche poca, mi ci deve essere, pena il suo decadimento, va quindi nutrita con cere, creme, a volte gli diamo anche il latte ! Quel che ci rende, comunque non ha eguali. in assoluto.

Ecco alcuni degli utilizzi che io ne faccio ( il grambiale-pettorina la potete vedere qui sotto, mentre a sinistra, le index che portano ad altro ancora ), direi che i limiti son veramente pochi e che probabilmente questi stanno ancora una volta solo nella nostra capacita' immaginativa; oggi anche un poco nel portafoglio pero', in quanto la pelle veramente bella "costicchia".

 

( il cursore sulle foto per ciclarle )

pettorina-medioevale-1-2

grambiale lungo in pelle bue pesante, antichizzato, da fucina, stemma lombardo

pettorina-medioevale-3-4

per lavori in ferro a forgia e fucina

pettorina medioevale cruda

modello crudo

pettorina-medioevale-5-6

studiato per lavorare, ma su disegno medioevale

pettorina-medioevale-7-8

tutto cicito a fibula in pelle robusta di bue, ingrassata

Versione con fibule ad espansione, senza automatici

sequenza di distacco della pelle della pettorina medioevale

La pettorina in due pezzi, molto accollata e' neccessaria, ripara dai lapilli imprevedibili e pericolosi della forgia, la patta staccabile ha due funzioni, la prima e' il poter sigillare da polveri e pericolose intrusioni incandescenti, la seconda e' poterla aprire e chiudere a piacere, per poterla indossare, togliere nel caso velocemente, non ultimo anche poterla aprire e richiudere durante le pause di lavorazione... e far respirare un poco il petto accaldato, dalla fucina a granella che infuria... Ne ho una anche con gli schinieri di protezione frontale, per le spalle, ci avviciniamo all'armatura insomma, dalla quale deriva poi questo disegno. Con sotto indossata la maglia di ferro ad anelli e' infatti un bel "copricotta" medioevale.

 

LINK IN QUALCHE MODO CONNESSI AL QUESTO TEMA :

> rilegare

> amanuensica

> pellame oggetti in pelle ( parte 1 )

> cucire la pelle ( parte 1 )

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