I MATERIALI di apporto

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I materiali di apporto...per esempio le colle, gli stucchi, gli isolanti, le vernici.

Le colle animali ed organiche. Queste tipo di colle, ( la garavella o cervione e' il suo nome tra i falegnami ) che sono sempre state usate fin dalla antichita', sia come colle vere e proprie, sia come co-componente di stucchi e non solo per il legno, anche per l'edilizia, tranne casi particolari non sono quasi mai adatte agli esterni; la piu' semplice e' la colla di ossa ed anche di pelli, quella di pesce e' fine, fluida ed adatta a lavori piu' leggeri e dove e' richiesta una penetrazione maggiore, e' meno robusta di quella mista o di ossa, anzi polvere di ossa, a volte anche mischiata un'attimo prima di usarla con pula di cerali, segature fini o grossolane, anche tessuti, prevalentemente canapacce a trama larga, tipo quelle usate anche dai tappezzieri, comunque secondo le occorrenze. Un pregio innegabile della colla animale e' che permette di fissare molto bene i tenoni, quelli degli incastri delle sedie per esempio, hanno tutte inoltre la particolarita' comodissima di lavorare velocemente, di rapprendersi si potrebbe dire e tirare bene quasi da subito, specialmente in inverno, quando la temperatura facilita il loro gia' rapido raffreddamento e quindi il fissaggio; cio' a volte permette quindi di lavorare senza l'ausilio di strettori o morsetti. Nella pratica pero' non consiglio a nessuno di puntare su questa prerogativa, qui si parla non di colle chimiche a reazione calcolata al centesimo, ma di proteine animali, che se invece tenute al calduccio durante la loro "rilegatura" e' meglio, si usa infatti riscaldare i pezzi prima e tenerli appunto al caldo durante la presa, terranno meglio dopo e piu' a lungo, qualsiasi incollatura. A sfavore sicuramente la loro preparazione ed il loro mantenimento una volta preparate, perche' dovendo stare quasi continuamente a bagnomaria, nella loro pentola caratteristica di ghisa, rame od economica di alluminio a doppia parete, che trattiene meno il calore nel tempo pero' ( un termos aperto sopra e scomponibile alla fine ) e su una fonte di calore continua regolare, quindi primo : devono essere preparate abbastanza in anticipo, secondo : e' inevitabile che per piccole quantita' si sprechi parecchia colla e corrente elettrica ( occorre lo scaldino elettrico o la stufa a legna accesa) inoltre... cacciano il caratteristico odore sgradevolissimo della carne o del pesce rancido, quasi di latrina in certi casi e quindi in un appartamento son poco praticabili. Sono quasi insostituibili, se non neccesarie per impiallacciare e lastronare a regola d'arte, in pratica per rivestire i mobili che la prevedano. E' un componente a volte ed ottima base per poi lucidare a spirito i mobili ed e' in perfetta sintonia quindi col restaurare bene i mobili antichi. Altri suoi usi e' per dorare a foglia, si usa in questo caso come base la colla animale di pesce o di coniglio, piu' raffinate per questa occorrenza ( quella di pesce venduta a scglie trasparenti e quella di conoglio a cilindretti, tipo pellets da riscaldamento per intenderci ). La colla di coniglio e' ottima per determinati stucchi anche pittorici. Quella semplice per mobili si compra in perle secche a peso ed in molte diverse qualita', si va dalla trasparente a quella miele, a quella ambra, a quella caricata di gomma lacca od altre resine, oggi meno richiesta e quindi anche meno reperibile, nel caso conviene prepararsela da soli su vecchie ricette, che probabilmente mettero' poi qui, a continuare questa pagina, nel link " RICETTE ".Il tempo di presa della colla animale varia o puo' farlo in base all'acqua contenuta ovviamente,ma anche da altre furbate... se aggiungiamo un + 10% di paraffina secchera' piu' lentamente, ma sara' piu' riposizionabile a lungo, se altresi' aggiungiamo pochissimo succo di aglio, la rovineremo sicuramente un poco, in quanto questa colla e' alla fine una catena di proteine animale e quindi le basi acide la deteriorano, ma se non occorre una robustezza eccezzionale...insomma, a volte piace andare piu' lento, vedete poi voi, queste due ultime io qui le dico per pura informazione, ma queste preparazioni non lo faccio MAI. Ve ne sarebbe da dire anche altre sulla colla animale, ma e' disquisizione personale, di fatto comunque, molto restauratorri preferiscono ancora la colla animale al praticissimo vinile moderno, ma io credo che cio' sia dovuto non tanto alla caparbieta' di una casta conservatrice e fedele alle sue tradizioni, che in parte e' sicuramente vera, quanto invece al fatto che un restauratore tende a non fare mai e poi mai qualcosa che non abbia tutto un'insieme pratico in sintonia con un certo ideale... in parole povere il legno ha caratteristiche tecniche che richiedono collanti ecclettici e specifici; per far solo un'esempio, quasi tutti i legnami accettano bene e meglio un collante di compensazione stabile anche a forti spessori e con irregolarita' tipiche, cosa che il vinile da solo non garantisce, lavorando esso infatti bene soltanto a film invece piu' sottili... le colle bicomponente ed epossidiche oggi in parte risolvono questo problema ma ogni cosa ha il suo lato verso ( e ti pareva se anche nelle colle... )
Le colle para-minerali. Per il vetro esitono oggi ottimi collanti trasparenti e robustissimi, tipo gli acrilici ed epossidici, ma anticamente si usavano ancora le resine naturali, abbastanza rapide nel fissare ed anche lucidabili; nel 1700 si scoprirono composti a reazione sul silice, che a volte persino aggrediscono il vetro, quasi saldandolo proprio nella sua composizione intrinseca. Oggi di collanti ve ne sono di ottimi ed il panorama di scelta e' vastissimo; solo nei cianoacrilici, tipo il raffinato Chemiciack da modellismo od Attak credo esistano almeno 300 preparazioni diverse, come pure i vinilici, cioe' quelle che generalmente ci interessano col legname, per non parlare dei compound bicomponente, gli epossidici in genere. Mi limito per ora a valutare appunto questi tre primi tipi di collante, tralasciando per il momento ed intenzionalmente le colle all'urea, un'argomento secondo me a se' e perche' nel " piccolo " utilizzo e' un collante annastanza improbabile; merita comunque almeno di essere conosciuta e vedro' quindi di aggiungere poi un minimo di informazioni al prossimo aggiornamento di questa pagina. Il vinile o resina vinilica ( invenzione veramente tutta italiana - Montefibre, il brevetto e' stato poi venduto alla Germania... ) e' a base sempre emulsionata, puo' essere acquosa demineralizzata o con altri stemperanti e conservanti adatti, e' nel moderno anche attuale la classica colla da falegname; esistono di fatto due preparazioni : quella per interni e quella per esterni, quest'ultima si potra' infatti usare per incollare per esempio una panchina da giardino o simili; la miscela vinilica da interno varia nel suo uso da quella da esterno in pratica solo perche' teme l'acqua, in parte anche il gelo, costa leggermente di meno e secondo me secca generalmente un po prima, incolla comunque come l'altro tipo tutti i tipi di legname, carta, pelle, tessuto e derivati, ma ci si spinge con questa anche ai rivestimenti con laminati plastici, ed anche se questo si puo' ottenere solo sotto morsetto spessorato dimostra di incollare non male. Evitare sempre di usare il vinile in contatto col metallo, l'acqua ivi contenuta lo fa arruginire, come pure evitare di usarlo per incollare oggetti posti poi vicino a fonti di gelo o di eccessivo calore ( c'e' un tipo di vinile apposito per laminati che promette una maggiore resistenza anche al calore pero' ), l'immersione ed ancora peggio lo stazionamento nei liquidi della colla vinilica e' secondo me sempre o prudentemente da evitare. Una volta secca questa colla si puo levare facilmente con un semplice phon o meglio con una pistola termica a vento caldo, regolata sui 90°, altresi' si puo' ammorbidire e far smollare con il diluente nitro, un suo nemico giurato. Si lava facilmente con acqua corrente se subito, se si sporcano indumenti con la colla vinilica lavarli immediatamente con acqua e sapone normale, il fattore tempo gioca notevolmente, oppure sperare nel diluente nitro...alla fine lavarsi le mani con sapone semplice, gia' basta, evitare di sporcare eventuali abrasioni o ferite perche' e' facile che si infettino. Evitare il contatto con la bocca, non e' velenoso immediatamente, ma nel tempo pare dagli ultimi studi su di esso che vi siano piu' che dei bei sospetti, usiamo bene il pennello insomma e laviamolo bene subito dopo il suo uso. Il viinile non ha emissione di gas tossici o di odori malsani, ottimo ed oggi anche raro direi. Interessante il PVC, che rifiuta assolutamente di unirsi al vinile, ottimo quindi lavorare con questa colla che gocciola su un bel foglio di qualsiasi semplice PVC, quello per esempio trasparente robusto che troverete a buonissimo prezzo nei magazzni edili, venduto a peso, e' il migliore per questo uso perche' bello spesso e durevole; ottimo usarlo anche come limitatore quando occorre di fare "gettata" per riempire cavita'. Il secondo gruppo sono i cianoacrilici, son colle che lavorano sulla estrema coesione molecolare che le contraddistingue; questa tensione fortissima ed immediata va distribuita pero' solo su piccoli spessori e con penetrazione diremmo a spanne " solo di superficie", agisce "seccando", piu' precisamente reticolando velocemente, secondo i tipi e' riposizionabile, ma solo per il pochissimo tempo che concede il suo solvente, che normalmente volatilizza molto rapidamente; inoltre ogni preparazione e' specifica e non si puo' pretendere di usare un cianoacrilico specifico per gomma sul vetro ( N.B. quello specifico per il vetro reticola veloce e meglio se esposto poi al sole, perche' reagisce e catalizza appunto con gli ultravioletti, se la volessimo usare in un interno od in una giornata molto coperta potremmo procurarci una lampada di Wood, costano circa 3-4 volte una lampadina normale ). Si cerchera' percio' la cianoacrilica piu' appropriata, sia nei negozi generici ( generalmente leggermente piu' limitati nella scelta e nelle informazioni del caso ) che nei negozi specializzati tecnici, dove si trova qualsiasi professionale a prezzo quasi sempre conveniente. Il cianoacrilico, lo dice il nome, e' un acrilico, puo' essere allora comodo sapere che col calore, anche di un semplice phon asciugacapelli a volte, questa colla generalmente smette diessere cosi' bella coesa, generalmente anzi va in corruzione, si rovina e cessa di incollare, quindi si stacca tutto l'incollato o quasi. Esistono ora cianoacrilici resistenti anche ad una discreta caloria, altri ai solventi, si producono tipologie di cianoacrilico in gel, altri ancora per il legno, anche il piu' poroso; leggere quindi sempre bene le specifiche del prodotto, perche' sembrano tutti simili, ma variano anche molto le utilizzazioni ed i limiti di impiego di questo prodotto. In sistesi NON esiste ancora un cianoacrilico che incolla efficacemente tutto, solo la pubblicita' scorretta poteva inventare una fesseria simile. Una volta agito questo collante incolla anche la pelle umana viva, non pensiate che si possa essere piu' veloci di lei nel farlo,esiste infatti un tipo di cianoacrlico atossico fatto apposta per le ferite diciamo anche urgenti, per richiuderle anche se profonde e rimarginarle instantaneamente, lo trovate eventualmente in farmacia ed in libera vendita. Pulire in ogni caso subito e sempre benissimo i beccucci del flacone ( con acetone ma alla peggio anche con alcool o nitro ), comprare preferibilmente confezioni da 3 grammi o tenere piu' confezioni separate vergini e tenere i flaconi NON dritti, ma chiusi e sdraiati, meglio se su un piattino od uno scatolino in vetro o di metallo, sempre al buio, ottimo se al fresco, cosi' vi durera' molto di piu', ma una volta aperto qualsiasi flacone inizia invariabilmente un processo che difficilmente si ferma. Non comprate quindi mai confezioni enormi e' il mio consiglio. Usiamone poco il meno possibile, questo e' un po il suo segreto perche' funzioni meglio, il neccessario esatto per le sole zone reali di contatto da giuntare, un film umido, non bagnato !. Pulire immediatamente appena dopo l'uso qualsiasi attrezzo, specialmente e per prime sempre le mani ovviamente, ma poi gli aghi, le spatoline e le pinzette; l'acetone, il tricloruro per smacchiare od il solvente nitro sono immediati sul fresco, come ho gia' detto anche l'alcool se immediatamente, dopo rimane solo da grattare via meccanicamente ed anche con energia. Coi cianoacrilici usare sempre gli occhiali protettivi, gli occhi sono e rimangono 2, per il momento sono poco sostituibili ed il cianoacrilico non perdona quasi mai, usate la massima prudenza, pensare bene anche ai possibili danni collaterali nell'aprirlo, quindi attenti alle plastiche, ai tessuti, a tutto cio' che si possa macchiare o contaminare irrimediabilmente.

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