.................LA CARTA - 1

I supporti dove scrivere, disegnare e miniare sono moltissimi e vari, qui prendo in considerazione per una panoramica volutamente ristretta e spero immediatamente utile non tutti i tipi e neanche prendero' le difese sia di quella moderna che dell'antica, vorrei proporre qualcosa di veramente immediatamente fruibile e praticabile non solo per le nostre capacita' iniziali ma anche per le tasche, fermo restando per' che c'e tutta una serie di motivi importanti, che vanno valutati prima di sceglierla o procurarsela.

Moltissimi quando mi interpellano per farmi eseguire qualsiasi lavoro di scrittura antepongono spesso al tutto il loro desiderio di realizzare tutto cio' su pergamena; innanzitutto la pergamena vera e' solo quella animale, cioe' quella derivata prima dalla pelle intera di qualsiasi animale morto scuoiato, poi raschiata delle carni che inevitabilmente vi rimangono ancora aderenti durante lo "strappo", poi lavata e disinfettata piu' volte, poi fatta asciugare e trattata ulteriormente con sali, polveri riducenti e conservanti ed eventuali ammorbidenti vari ( la concia della pergamena appunto ), qualsiasi lavorazione insomma che sia utile in ogni caso a renderla asettica e stabile ( per quanto sia naturalmente possibile, in quanto si parla sempre di materiale organico ), dando unitamente alla stessa una patina finale che dovra' uniformarla nel suo colore e cosa importate : la rendera' giustamente assorbente all'inchiostro, ma non troppo perche' diversamente i colori tenderanno a spargersi ed a rendere poco netta la scrittura od il disegno. Alcune rare pergamene conservano parzialmente il pelo originario dell'animale dal lato opposto alla scritto, ma nella maggioranza dei casi il pellame trattato a pergamena non ha pelo, con inchiostri adatti e' un discreto supporto sul quale scrivere, e' entro certi limiti e qualita' durevole ed inoltre offre anche una certa piacevolezza al tatto, ma cio' va ancora considerato caso per caso in quanto non esiste ancora oggi una regola precisa o standard per la produzione della pergamena animale. Generamente, dati i suoi costi di produzione, non veniva usata per la messaggistica spicciola quanto invece lo era, se non come regola imposta da leggi, almeno spessissimo per tutta documentazione diciamo piu' stabile e definitiva ( o che si avrebbe voluto essere tale ), tipo editti, leggi ed i primi accenni di libro come noi oggi lo intendiamo, quindi testi sopratutto sacri ed anche trattati, ai tempi considerati divulgativi, ma solo nell'ambito degli addetti ai lavori, nella crechia delle famiglie importanti e delle varie corporazioni o congreghe. Forse e' appunto per questo loro uso quasi ad esclusivo, sacrale od in ogni caso ad appannaggio dei potenti che ancora oggi si da' molta importanza a questo tipo di supporto, unitamente al fatto che sicuramente si tratta anche di un sistema di conservazione molto piu' duraturo della normale carta, cosa poi oggi tutta da riconsiderare in quanto ora esistono carte se non eterne almeno veramente molto coriacee agli attacchi del tempo. Oggi, parlando sempre di supporti dove scrivere, ovviamente esistono metodi di conservazione degli scritti molto piu' pratici ed efficenti, ma la pergamena resta e riaffora sempre nei nostri ... sogni forse ?. A parte le richieste alle quali non si puo' proporre nulla di diverso, tipo rifacimenti di scritti o disegni veramente come all'epoca, io uso sempre della buona carta al posto della pergamena che ho descritto sopra, cio' non solo per i costi intrinsechi del materiale stesso sicuramente molto piu' alti, ma anche perche' anche qui non esiste nulla di perfetto, la pergamena anche se trattata bene ha i suoi problemi che prima o poi si presenteranno, ne dico solo uno per tutti ma che fa pensare : l'odore. Oggi si puo' correggere quasi definitivamente anche il classico odore del pellame, ma cio' e' molto relativo a come lo si conserva, lo si stiva anche ; se per esempio non metteremo vicino alla pergamena animale almeno una bustina di gel si silice correremo quasi sicuramente il rischio di muffe ( le buste di gel sono quelle semplici bustine forellate con dentro i sali di silicio "assetati " di umidita', assorbono acqua fino anche a 3 volte il loro peso, le troviamo quasi sempre nelle confezioni nuove di scarpe da tennis ). Ma la pergamena di pelle non teme solo l'umidita', in fondo tutto cio' che e' organico e diciamo pure non piu' vivo ha la tendenza a riunirsi al tutto, polvere che ritorna a se' si dice, quindi regoliamoci di conseguenza.

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La carta pergamenata e' un'ottimo succedaneo della pergamena animale che, pur non avendo generalmente la sua morbidezza ed estetica unica, se usata conoscendo i suoi pregi e limiti puo' dare molte soddisfazioni e persin farsi preferire; essa si produce con il legno, le erbe e gli stracci ( questi sempre di origine vegetale, cotone, lino, canapa ecc. ). Il legno che principalmente veniva usato n tempo era il pino o l'abete ed in ogni caso si preferiva la fibra decisamente piu' lunga delle pinacee, oggi il legno che viene piu' usato per la cartotecnica e' il pioppo. Per le carte alle erbe si usano i giunchi di canale, il papiro di ogni regione e qualsiasi erba che produca al pestello una fibra sottile, con poche impurita' e che naturalmente si presti bene allo sbiancamento senza decadere di fibra.

La carta " di stracci " o quella specifica a scriverci : " bambagina", che alcuni dicono anche "di Gaeta", come se quest'ultima fosse o sia ancora oggi l'unica a meritarne titolo, verso la fine del medioevo gia' la producevano quasi tutti i paesi, sicuramente i procedimenti ed i risultati erano anche molto diversificati tra loro ma sempre di cotone o lino e di reccupero o meno si trattava. Generalmente questa carta particolare si ottiene per decantamento, spappolamento ed ossidazione appunto di stracci, relativi a qualsiasi; nell'artigianale se si parte da sfridi di cotone o lino gia' bianchi e' meglio e non ci si impelaghera' con i vari problemi derivati dall'uso di candeggianti, decappanti ed altre che a volte possono creare problemi anche grossi con l'ecologia, la fogna od i loro vapori tipici di reazione chimica. La carta di stracci o che sia di Gaeta o Bambagina di Firenze o di Borgogna non importa, secondo me e' tanto bella quanto scorbutica come le rose e questo anche nel caso in cui sia stata ben calcinata o simile trattamento nella finitura finale; detta crosta, nelle migliori carte di stracci tanto e' piu' ben fatta e tanto non e' valutabile all'occhio umano, essa serve per creare una specie di crosta superficiale a base di ossidi, ossa in polvere, colla, fissativi eccettera che non faccia far ragnatele al nostro inchiostro e che inoltre lo faccia ben risaltare, cosa non facile da realizzare, infatti  qui i procedimenti e le formule segrete spesso si sprecano, un po come per gli inchiostri. La carta di stracci tipo bambagina e' sovente richiesta per matroni, cresime e battesimi, questo perche' si presenta molto candida, soffice e vaporosa, ma rimane un prodotto poco durevole, molto sporchevole e che io, solo per fare un'esempio pratico, per un libro da consultare spesso o che possa essere sfogliato velocemente non userei e non consiglierei, se poi i fogli di carta bambagina fossero stati fatti a mano e quindi con telaio ad immersione e sfrangiati ancora meno, vedrei sicuri ed immediati pericoli alla sua durevolezza proprio di carta. Sotto vetro e' altra cosa ed a a patto di non pressarla manterra' una sua presenza sicuramente unica e meritata, ma non dimentichiamo che addirittura il Re di Napoli con editto ufficiale la vieto' e bandi' ad usarla sia per gli atti pubblici che per l'uso comune privato, questo tanto era una carta gia' allora giudicata inaffidabile, poi i partenopei a questa legge disobbedirono a tappeto, ma cio' puo' dare un'idea in piu' in quanto ho detto sopra, praticamente da profano.

La buona carta pergamenata fatta completamente a mano ricorda, seppur non certo nel tatto, la pergamena animale, si po' produrre a vari spessori-grammature, con eventualmente colori aggiunti a piacere o gia' presenti nel vegetale usato per farla, inoltre volendo si puo' inserire e rendere parte del foglio anche altro, tipo fiori, spighette, pagliuzze, lustrini, il tutto e' vastissimo, predisposto alla sperimentazione personale e con risultati spesso foglio per foglio ed anche nella stessa partita di produzione : unici, poco replicabili. La carta pergamenata di qualita' generalmente non e' bianca perfetta, anzi tira al paglierino ed al tatto si riscontra facilmente una sua certa rugosita' unitamente ad uno spessore continuamente variabile, guardandola e toccandola si ha insomma la netta sensazione di qualcosa di piacevolmente naturale. La carta pergamenata e' durevole, molto piu' anche della carta extra-strong di ottima qualita' e spessore, il motivo sta nella sua fibra piu' lunga e diversificata, ma anche nel suo trattamento, che richiede piu' tempo e che coinvolge spesso anche lacche o colle diverse con risulati di conservazione sicuramente migliori. Alcune carte pergamenate risentono molto dell'umidita' deformandosi al momento per poi rientrare nei ranghi originali o rimanendo dilatate ad onde per sempre, altre invece reagiscon in modo anche curioso e da sfruttare al calore od accartocciandosi, e' tutto uno scoprire che consiglierei anche di sperimentare personalmente, con delle fettucce di questa o degli scarti di lavoro.

Esistono sommariamente 3 tipi di carta pergamenata ( o spacciata per tale )  :

  1. la carta industriale fotografata; si tratta di carta generalmente normale, quando non scadente, stampata e poi patinata, come le pagine dei settimanali illustrati per intenderci. Un prodotto che io evito come la peste.
  2. la carta industriale vegetale a grande tiratura; si tratta generalmente di una carta buona, di derivazione riscontrabilissima ( secondo le produzioni naturalmente ), fare magari delle prove prima su dei campioni tendedola a mollo per un paio di giorni in acqua pura, vedremo di cosa e' fatta veramente, specialmente in quello che galleggia. Utile per qualsi lavoro, esiste di tutte la grammature per metro quadro, di vari colorazioni ambrate o piu' decise, spesso si possono avere in formato A3 ed A2 o gia' tagliate in A4 cioe' in formato lettera normale-stampante casalinga. Variano i costi e la qualita', l'unica e' investire un poco nel procurarsi una-tantum una campionatura abbastanza vasta e da piu' formitori e poi decidere per quale scegliere, anche in funzione del lavoro da eseguire.
  3. la carta di stracci, ma qui non siamo piu' nella pergamenata, la metto lo stesso perche' sull'argomento vi e' altro forse utile da sapere. Sicuramente ed a prescindere piu' pesante della pergamenata vegetale, piu' assorbenza, piu' robustezza iniziale in certi rar casi, si presta di piu' ad un tatto piacevole, non scivola mai, non e' detto che duri di piu' nel tempo anzi, senza la naftalina o simili e tenuta sempre al chiuso si puo' tarmare facilmente, quando addirittura andare letteralmente in polvere se tenuta senza aria che vi circola vicino.

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nota :

La carta pergamenata veramente artigianale ha sempre in qualche punto della sua superficie degli spessori che sfuggono alla "calibratura" di media del foglio in questione, la stessa carta ma industriale ha sempre delle differenze di spessore, ma se si fa una media la " calibratura " e' sempre livellata, potremmo dire addirittura livellata perche' pianificata ovunque, questo e' un fatto dovuto dal trattamento di pressatura, rullatura e stiratura tipico dell'industriale a forti pressioni e velocita' di produzione. Cio' dopo un po che la si usa e' riconoscibile anche senza toccarla, ma non e' assolutamente detto che sia un male, vi sono infatti lavori dove per esempio e' molto meglio che il tutto sia piu' comprimibile, ( un bel tomo in A4 da 500 pagine, ma quanto peserebbe ? e lo spessore finale ? ). Prima di eventualmente comprare una carta non dimenticare mai di guardarla controluce, si noteranno sempre differenze da memorizzare e confrontare con altri tipi di carta.

 

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