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Non si creda che un piccolo laboratorio amatoriale casalingo, anche quello ricavato in uno sgabuzzino, in un solaio od ancora in una piccola cantina non necessiti di una buona attrezzatura perche' ci vuole, ma cio' non deve impensierire, si deve ovviamente prima pensare bene fino a dove ci si vuole spingere col fare, perche' se si vuole produrre per ottenere un ricavo in denaro cio' e' molto diverso dal desiderare "solo" di fare per noi, per un hobby o per la casa, il dico " solo " e si fa per dire naturalmente; si e' ad un bivio insomma e prima di organizzare il fai da te allora bisognerebbe secondo me valutare a fondo la faccenda, perche' cio' implica delle diversita', vediamole. Chi ripara il frollino del caffe' della moglie o la bici dei familiari non ha bisogno di molto spazio, chi produce per vendere non e' poi detto che abbia bisogno per forza di un capannone, ma in ogni caso produrre anche dei piccoli soldatini o dei pezzi di scacchi, se in serie di spazio ne occorre, per esempio per poterli trattare in blocco per tingerli, verniciarli, chi invece producesse anche un armadio 4 stagioni sempre in casa, ma uno solo, a conti fatti magari invadendo provvisoriamente il soggiorno e mediando con la consorte per quanto riguarda la pulizia finale potra' riuscire a far tutto benissimo lo stesso. Scegliere quindi quale tra le due organizzazioni, per produrre comunque lo spazio non e' mai abbastanza, potendo non escludiamole a priori ambedue, almeno idealmente, perche' cio' non e' solo fonte di soddisfazione e spesso e' anche motivo di risparmio notevole, ma pure chissa'... il fare da se' e' poi questione anche di sapersi organizzare bene o meglio. Attrezzarsi sembra a prima vista facile, ma non lo e' assolutamente anzi, direi che uno dei pericoli tangibili anche nel portafoglio e' proprio comprare alla cieca confidando nel pensare comunedove " chi piu' e' attrezzato meglio riesce " cio' e' falso, a me e' capitato spessissimo di ritrovarmi negli armadi punte, frese ed altre diavolerie specializzatissime comprate preso dall'illusione appena detta sopra, che non uso quasi mai o che aggiungono ulteriori lavorazioni alla fine persino inutili a volte ( ma questo lo scopri col tempo purtroppo ). Tenere sempre presente la semplicita', quasi il frugale, nell'artigianale e' questo concetto che ci dovrebbe guidare sempre. Facciamo allora una lista base, poi ogniuno nel tempo capira' da solo quello che gli manca, anche secondo le lavorazioni che affrontera'; parlero' di una attrezzatura volutamente ridotta proprio al neccessario, ma che coprira' sicuramente un vastissimo campo di azione.

Attrezzi base.
Le protezioni. Non saltate questo paragrafo, perche' poi vi fate sicuramente del male, fidatevi. Prima di tutto procurarsi degli occhiali, che non sono quelli da sole e non sono di plastica o peggio di vetro; devono essere di policarbonato od equivalente e certificati/testati per le schegge di una mola elettrica, chiedeteli di questa robustezza anche se non avete od usate mai la mola elettrica, essi vanno tenuti sempre a portata di mano, in un posto comodo ed aperto, mai nel cassetto, meglio anzi se appesi in un punto dove danno fin fastidio e con le lenti sempre ben pulite, perche' presi dal fare poi ci si dimentica e gli occhi non si prestano molto a restauri vari, abbiate vero timore di rovinarli quando fate con le mani, sempre e se dovete lesinare sul costo di qualcosa fatelo con altro, ma mai con le protezioni anti infortunio, gli occhiali devono essere quindi non buoni, ma il meglio in assoluto che ragionevolmente si possa trovare. Le mie mani ringraziando gli Dei fan di tutto senza particolari limitazioni, possono sistemare sia degli occhiali con vitine minuscole, sia far l'amanuense col pennellino 0000, sia abbattere col demolitore un soffitto, sia modellare il ferro incandescente col martellone da 5 kili, ma tutto cio' possono farlo al meglio proprio anche perche' le mie manine, che son oramai grosse e robustissime son sempre " mani ", cioe' senza callosita' che ne riducono il tatto, senza cicatrici orribili e senza deformazioni dovute all'uso ed al consumo eccessivo delle stesse; la sensibilita' delle mani e' importantissima e quindi anche se ci sentiamo un Hulk se occorre una morsa usiamola, perche' gli sforzi non giustificati con le mani si pagano sempre, se non subito nel tempo sicuramente. Come quindi si puliranno bene gli attrezzi curarsi le mani; consiglio inoltre di usare una crema alla fine dei lavori che le coinvolgono di piu', io trovo buonissima la Noxena neutra, magari poca ed appunto alla fine, spalmata sulle mani leggermente umide. Le unghie non tagliatele mai troppo corte, esse non ci crescono per caso, anche nel 2000 se troppo corte poi diminuira' parecchio il tatto sui polpastrelli; tenerle poi pulite solo per l'estetica e' sbagliatissimo, qui i grassi ed i diluenti spesso concorrono all'instaurarsi di infezioni o di pericolosi funghi. Non sottovalutate mai che tra i vostri primi e piu' importanti attrezzi diretti con la realta' ci sono loro : anche le vostre Bellissime Mani, un dono anzi un miracolo della natura direi. Un grambiale, anche piccolo, meglio se lavabile o di pelle sarebbe anche un'atto di vera misericordia verso vostra moglie od il portafoglio del vestiario, inoltre se scappa un pennello o peggio uno scalpello si puo' ringraziare profondamente di averlo indossato. Vendono delle mascherine in tessuto usa e getta, quelle uso ospedaliero son le migliori sopratutto perche' si possono cambiare spesso, che e' importante per gli inevitabili germi che noi alimentiamo col respiro e poi perche' son leggere, morbide e si adattano bene al viso, costano anche poco; i polmoni salvaguardateli sempre; per le mascherine contro i vapori bisogna vedere caso per caso, il creare una buona corrente di ricambio aria e' gia' un buon inizio per quasi qualsiasi lavorazione. Per i guanti il discorso e' infinito, io per questi spendo cifre che mi fanno a volte inorridire, ma ne bastano 3 tipologie, un paio di pelle robustissimi e rozzi ci vogliono sempre ( presso gli edili o brico ), un paio al NITRILE, che resistano percio' anche agli acidi e solventi anche forti ( generalmente sono di colore verde ), ed una confezione di quelli in gomma usa e getta, poi secondo le lavorazioni ma proteggersi le mani e' basilare, anche per poter lavorare meglio e piu' speditamente.

RORNA SOPRA

Un tal Battisti ci ha tanto cantato del suo amico che con il cacciavite faceva miracoli... doveva essere veramente bravo insomma, per fare letteralmente i miracoli quindi non so ma per semplicemente lavorare decentemente oggi non ne basta piu' uno, pero' non fare le collezioni di questi e' saggio ed altrettanto pratico.
Quindi dico 6 cacciaviti, non di meno e non di piu'; si potrebbe forse prendere in esame un cacciavite multifunzione ad innesto calamitato, ma quelli veramente buoni di questo tipo non possono costare di listino meno di 80-100 euro, poi fate voi, certo questi son molto utili, io li ho di varie marche e fogge, ma non sono strettamente neccessari per iniziare.
1 serie allora da 6 cacciaviti fissi, dei quali 3 a stella e 3 piatti.

I primi 3 con la testa ad innesto a stella ( tipo Philips gia' va bene ), partendo da uno veramente piccolo, poi uno medio, per arrivare a quello grosso. Il piu' piccolo dovrebbe poter efficacemente innnestarsi su viti tipo mouse del pc, il piu' grande sulle viti di un qualsiasi mobile, misurando l'innesto della punta del cacciavite, da un ferramenta su una vite autofilettante da truciolare, provate il cacciavite grande su una vite da 6 x 100, quello medio su un'altra vite autofiletante da 3 x 30, lui capira' subito e vi aiutera' anche con piu' considerazione, in fondo iniziate a parlare la sua lingua, provare per credere insomma.

I tre cacciaviti ad innesto piatto vanno considerati non solo per avvitare, ma anche per insinuarsi, spesso far leva, raschiare, molto importante quindi, come del resto per i primi 3 a stella, che siano non solo buoni, ma ottimi, non lesinare mai e poi mai sui cacciaviti, devono essere assoltamente professionali, il che non vuole dire poterlo soltanto leggere sulla confezione o sul cacciavite ( anzi... diffidare a prescindere delle scritte " Professional " belle stampinate sugli attrezzi, sempre e su qualsiasi, tutto il veramente professionale sa gia' di esserlo e non le spara grosse scrivendolo o stampinandolo appunto in bella vista ), ma invece accertarsi bene che lo siano, acciaio al cromo vanadio gia' va bene, se pero' son troppo cromati puo' essere un'indizio a volte per sondare un po meglio ancora, perche' insomma li hanno cosi' ben cromati se son di gia' di buon acciaio ?; non e' assolutamente detto che una marca nominata sia effettivamente buona, dimenticate del tutto la pubblicita'nel comprare attrezzi manuali, anche perche' non sempre le buone marche sperimentatissime sono sempre poi buonissime produttrici proprio in tutta la loro produzione, bisogna affinare l'occhio insomma, magari chiedere a qualche professionista del cacciavite, un vecchio meccanico per esempio. Una marca che sicuramente offre una buona qualita'/prezzo ed e' abbastanza durevole e' la Stanley, ma attenzione : produce anche una serie hobbistica che anche ben fatta consiglio di non prendere in esame se volete affezionarvi ai vostri cacciaviti, mentre la serie professionale puo' gia' andare bene ( per sapere se e' quella chiedere, confrontare e chiedere richiedere ancora ), ottima anche la marca Beta, andando piu' sul fino troviamo la Pastorino, il top per me e' la Bacho, qui mai avuto sorprese, il prezzo pero' subito sale vertiginoso anche se e' giustificatissimo. Esistono poi marche sconosciute ai piu' ma che offrono oltre ad una pari onestissima qualita' anche delle particolarita' veramente appetibili; ho per esempio una serie di cacciaviti apparentemente insignificanti della Terrop ( di produzione francese ), col manipolo color ambra giallina, sono cacciaviti che esteticamente sembrano gia' vecchi quando li compro nuovi, ma guai se ne perdo uno; oltre alla lor robustezza incredibile la ragione sta nel fatto che essi hanno tutti il gambo-stelo del cacciavite con lo stampo dell'innesto in continua.... per alcuni forse parlo turco eh ?! allora guardare bene la foto sotto, si comprendera' meglio quanto ho detto.

A volte insomma capita di spuntare il cacciavite e ci tocca rifilarlo, l'usura della punta poi e' un fatto normale se lo si usa parecchio, se e' piccolo si finisce di trasformarlo nel tempo in un punteruolo o peggio di doverlo buttare, si sa che capita; se l'interessato ha il gambo tutto trafilato della stessa forma dell'innesto si puo' limarlo con lime o meglio ancora con la moletta elettrica, per darvi un'idea e' come temperare una matita, il cacciavite e' sempre nuovo e fino all'ultimo centimetro del suo gambo-stelo, e' trafilato in continua appunto. Tali cacciaviti son rari ma vengono ancora prodotti, ci si deve armare di pazienza e girare le attrezzerie, probabilmente parecchie direi ma se si ha anche un po di fortuna qualcuno li ha ancora e magari ce li cede anche a buonissimo prezzo; l'hobbista " usa & getta" non sa apprezzarli, ma noi si'. Dimenticavo : tutte le impugnature e quasi di tutti gli attrezzi e' preferibile che siano nel possibile non morbide, ma ben rigide, isolanti dall'elettricita' almeno fino a 220 volt e sicuramente molto lavabili, idealmente anche nei solventi tipo benzina e nitro, evitare nel possibile la presenza sull'impugnatura delle strie, di bugne, di decorazioni, di forme strane non giustificate dalla specifica " ergonomico " ( cioe' progettato per non affaticare o mettere in pericolo chi usa quell'attrezzo ), gli stemmi vari poi son solo ricettacoli di sporco o promotori di vesciche.

RORNA SOPRA


Le pinze e dico nel generico pinze ma non sarebbe corretto, e' un gruppo di 4 attrezzi a parte, neccessari. Dico LE perche' ne occorrono minimo 4, vediamole. Una deve essere avere la foggia di una normale pinza da meccanico, per dare un'idea deve assomigliare a quella che ci ritroviamo nel set di soccorso della nostra auto, ma un po piu' grande, comoda, ben manicata robusta in plastica pesante, possibilmente non cromata, sicuramente isolata dalla corrente a 220 volt come per i cacciaviti e di acciaio temperato ovviamente; provare ad immaginarla completamente piena di olio... mi scivolerebbe facilmente di mano ?. La seconda e' il pappagallo regolabile; escluderei a priori modelli del tipo da meccanico classico ed opterei per un modello lungo almeno 25 cm, con becchi regolabili a tacche a scatto ravvicinate; il pappagallo lo si associa generamente all'idraulica, infatti deve poterla affrontare ma e' comodo per una valanga di altre cose, spesso sara' la prolunga delle nostre dita, ci servira' persino per cambiare la pila all'orologio, deve quindi essere forgiato, preciso, stabile nella presa, robustissimo garantito e neanche tanto grosso di spessore. Consiglio un buonissimo Pastorino o meglio ancora un Bacho, consiglierei il mod .8224 se possibile ( oggi distribuita da Sandwik ), eviterei la Beta o la Pastorino in questo caso, non perche' non siano buone marche anzi, ma bensi perche' sono con regolazione ad innesto, non con lo scatto a molla e con passo di regolazione ravvicinato, quindi robustissimi ma troppo dedicati alla meccanica pesante, troppo specifici e non fanno per noi, sempre che nel frattempo non ne abbiano prodotto uno come ho descritto. La terza e' una chiave inglese, anzi una chiave a rullino... quando infatti si dice "chiave inglese" spesso erroneamente si pensa ad una di quelle chiavi a set dove vi sono tante chiavi in grandezza a scalare, ogniuna con un'innesto di una misura diversa, NON e' giusto, la vera ed unica chiave inglese e' un'unica chiave robusta regolabile, attraverso un rullino che apre o chiude due becchi paralleli, anche loro di metallo robusto. Qui consiglio senza tentennamenti ancora la marca Bacho-Sandwik, secondo me impareggiabile in questo frangente. Sceglierne una che possa "prendere" teste di viti normali con la testa ad esagono, quelle dell'auto o della bici per intenderci, che possa almeno allargarsi fino a 30 mm.( stampata sopra c'e' sempre la sua misura massima di apertura ). Quasi tutte le tubature casalinghe sono da mezzo pollice o da 3/4 di pollice con attacco/innesto esagonale, quindi ok : ora oltre la bici e l'auto sono finalmente anche loro avvicinabili. In accoppiata con il pappagallo, la chiave a rullino ( la chiave inglese appunto ) costituisce un vero punto di forza nel fare da se', ci vuole. Se poi a questa misura se ne aggiungesse un'altra identica a rullino pero' con apertura fino a 20 millimetri sarebbe anche meglio, in quanto, dopo un po che si usa la chiave inglese, essa prendera' inevitabilente e per quanto buona sia un minimo di gioco e le prese sui passi piccoli ci interessano moltissimo, speciamente con i piccoli elettrodomestici, coi giochi, con le vitine dei mobiletti ecc. prendere in esame anche questo ottimo investimento insomma.
La quarta " pinza " e' una normalissima tenaglia da muratore, non comprate questa nei grandi magazzini se non avete pratica a distinguere l'acciaio buono e ben forgiato, fatelo invece solo presso un magazzino edile, la pagherete il giusto e tagliera' piu' di qualsiasi altra per lungo tempo.


Il martello. I martelli e' risaputo che servono principalmente per pestarci ottimamente le dita e per devastare quasi tutto...

sceglierne sempre uno sui 250-300 grammi, se manicato completamente in resina piena e' meglio, in quanto oggi son di plastica piu' durevole di un tempo e fatto importantissimo : sigillati di testa finalmente da fidarsi, scegliere un modello da semplice meccanica, con una penna piatta da una parte e quadra dall'altra, il classico martello che usano un po tutti. Se di legno nel manico, badare che l'essenza del manico non sia di legnaccio, minimo il frassino o meglio ancora l' hicory; il comune manico di faggio oggi e' stagionato per modo di dire, non lo stagionano piu' lo seccano violentemente nei forni e quindi stare attenti, sopratutto alle venature, che devono essere perfettamente dritte, compatte, pastose, esenti da qualsiasi difetto od "occhio" ( il segno classico rotondo piu' scuro lasciato dalla radice dei rami sul tronco di provenienza ). Se poi sempre dal magazzino edile ed a buonissimo mercato si compra anche una mazzetta da 400 grammi da muratore, modello classico quadro e liscio, sempre manicato in plastica, poi vi stupirete di non avere solo un bella mazza per rompere di tutto con gran risultati, spianare o piegare quasi tutto, ma anche un'ottima base rettificata per i piccoli lavoretti, come un piccolissimo incudine efficacissimo, ma non solo, un peso col manico e' molto utile averlo sempre pronto.



La sega o LE seghe a mano. Un buon seghetto per ferro ad arco da meccanica va benissimo, prenderlo di misura media piu' comune, badare in questo caso piu' alla lama, ne esitono veramente tante e di diverso impiego; fermo restando l'uso generalmente indirizzato al metallo la Sandwik produce un tipo di lama flessibile adatta anche per acciaio inox, costa un poco di piu' ma durera' anche moltissimo di piu', ne basta quindi anche una sola di scorta, ma e' meglio prenderla subito insieme al seghetto, noi siamo prudenti. C'e' inoltre in commercio un manipolo interessantissimo ed anche una volta tanto economico per queste lame, per potere usare questa lama senza archetto; questo manipolo non e' altro che una impugnatura che blocca a se' saldamente la lama sega e la rende adatta da usare come un coltello, cio' permette di tagliare in luoghi ciechi, dove il seghetto ad arco non potrebbe, inoltre permette tagli con la lama flessa di fianco, cosa utilissima coi mobili, con vitoni idraulici corrosi ecc., il seghetto da meccanica prenderlo buono, robusto naturalmente ma non masiccio o pesantissimo, ci durera' per sempre e sara' utilissimo. La vite di tensione del seghetto ad arco da meccanico se ha la farfalla robusta e non stampata di lamierino concavo e' molto meglio. Le seghe per legno sono di varia forma ed utilizzo, anche in base al fatto che oggi spesso non tagliano piu' solo il legno ma anche le plastiche, i compositi, le masoniti, in qualche caso anche l'alluminio e sempre piu' o meno con la stessa dentatura. Un'altra sega detta "saracco" con dentatura medio/medio-fine puo' andare bene ( e' una lama che finisce a punta acuta e che si infila un po ovunque ), direi una Sandwik o Stanley, badare che il manico se svitabile puo' fare risparmiare qualcosina con le lame nuove prese a parte e singolarmente od a set, ma in ogni caso la lama in genere si puo' sempre "allicciare" no' ?( vuole dire rifare il filo ai denti della lama sega, basta una limetta daltronde ). Aggiungiamo una sega a " dorso " ? e' comodo averla in effetti, nel caso si tratta di una lama di forma semi-rettangolare, dotata di discreta rigidita', cosa che le consente di non flettere e deviare nei tagli, ( prodotta ed ottima per il legno ) insostituibile per cornici e tagli a squadra, se ci fosse sarebbe meglio.


Gli scalpelli . Ne occorrono sempre e per cose che non avremmo mai potuto immaginare. Presso il solito magazzino edile prenderne uno a stilo piatto ed uno a punta aguzza quadra ambedue da elettricista, il venditore capira' subito cosa volete se direte :" mi serve per incassare una piccola scatoletta elettrica nel muro ",deve essere assolutamente temperato e non dite altro, sceglieteli lungo almeno 20 centimetri, il resto vien determinato da se'. Il terzo scalpello e' da meccanico e sempre di buon acciaio temperato, recarsi quindi presso un'attrezzeria meccanica; piatto, lungo 6-10 cm circa, largo sulla punta piatta max 20-30 millimetri, angolo di taglio ottuso ma casomai lo rivedremo poi a casa noi con la moletta. Infine due scalpelli da legno ambedue a taglio piatto; se il manico e' di resina e' molto meglio a meno che vogliate cimentarvi nell'intarsio, perche' allora son molto meno faticosi ed efficaci da usare quelli corti e manicati in manico corto, a pera e di legno ( di bosso od ulivo od olmo son i migliori, ma anche di buon faggio puo' andare ). Il primo largo sul taglio massimo mm.5, il secondo almeno 30 millimetri, questi contrariamente a quello detto per altro sopra guardate che siano di buona marca ( della Stuba o della Goldberg magari ? ). Tenere presente che i fulgidi e completissimi set di scalpelli regalati a pochi euro finiscono presto nel cassetto del disuso, penso che si possa benissimo immaginare il perche'... meglio allora solo due, ma veramente ok, si usano spesso anche per il restauro, per rifinire, pulire, lamare, tagliare e tantissime altre " affilatissime ". Ricordatemi per favore di scrivere una paginetta su come si affilano da panico. :)

RORNA SOPRA


Le lime. Stesso discorso del set semplice ed efficace, quindi 3 per il ferro e 3 per il legno, ogni set da 3 dovrebbe essere composto da : 1 lima piatta parallela, 1 piatta e tonda ed una a coda di topo quindi tonda ; se per le lime da ferro io le consiglio tutte con una grana medio-fine, per il legno sarebbe meglio, anche per importanti risparmi di spazio e denaro, sceglierle a grana grossa, molto grossa; cio' perche', almeno inizialmente, il ferro si lavora a tirarlo lucido e ben rifinito anche con una grana media, mentre per il legno utilizzeremo per sgrossare quelle che abbiamo a grana grossa e poi per rifinire useremo quelle da ferro, che daranno una finitira ottima, eventualmente ulteriormente perfezionabile con la carta a vetro, mentre per il ferro non si puo' assolutamente fare la stessa cosa, rovineremmo per sempre le nostre lime da legno, che invece devono rimanere sempre belle taglienti; ricordare cio' col truciolare e con i legni compositi, perche' a volte e' meglio iniziare da subito con lime da ferro, ci si mettera' di piu' ma si salveranno i fili di taglio preziosissimi delle nostre lime da legno, che useremo naturalmente solo per il vero legno nel possibile.


Le spazzole. Per le lime occorre sicuramente una spazzola con i fili di ottone, diversamente rovineremo le lime, bisogna anche pulirle alla fine delle lavorazioni, specialmente col legno fanno poi la ruggine se non si puliscono e quindi... Esistono delle spazzole sintetiche robustissime ed efficaci oltre che di lunga durata, consiglierei caldamente 3 spazzole, una morbidissima con manico tipo cacciavite, una media che sia leggermente rigida ed infine una veramente robusta ed abrasiva; inoltre una con fili di acciaio sarebbe consigliabile averla, col manico sempre ben fissato ovviamente.


Punteruolo. Il punteruolo classico da falegname va bene, e' a punta a sezione quadrata, spessore circa sul gambo di circa 8 mm, attenzione non punta tonda; la differenza parrebbe minima ma come sempre noi pensiamo sempre di riuscire ad avere piu' robustezza in tutto ed a fare piu' cose sempre con lo stesso attrezzo, quadrato e' innanzututto piu' robusto infatti, un gambo da 8-10 mm quadro e' poi per esempio un'ottimo pomolo per aprire provisoriamente ed agevolmente una porta senza maniglia...ma non solo, ottimizziamo quindi. Ne riparlero' dei punteruoli e dei cacciaspine in genere, perche' esistono sia molti usi e sia molte diversita' di questi; i migliori punteruoli son sempre quelli che ci costruiamo o modifichiamo noi, ricordarlo sempre.


I morsetti. Coi morsetti ci si puo' impoverire sia nel portafoglio che nello spazio. Qui bisognera' fare una scelta che guarda nel futuro, nel senso che gli attrezzi simili e' sempre consigliabile unificarli sia per qualita', sia nella loro potenza e sia anche per l'estetica, quest'ultima poi parrebbe una vera fissa ma non e'; cio' non sempre e' valido nell'ecclettico, ma nel caso dei morsetti siamo ad un bivio importante che spiego subito. Il morsetto in se' stringe, lo si sa', ma e' meglio avere scorte di forza ed escursione a discapito della maneggevolezza e del peso o e' meglio avere stringitoi anche di plastica, ben fatti e di minore potenza, quindi anche piu' leggeri da usare ?. Se si prevede di fare qualcosa di falegnameria consiglio di indirizzarsi da subito verso un piccolo set in metallo, i classici pesanti da falegnameria, meglio se con le cuffie di plastica asportabili sui loro becchi di pressione, in quanto se li hanno e' piu' agevole lavorare con materiali che si segnano facilmente, inoltre si possono traquillamente usare anche per serrare pellame, carta, parti meccaniche, improvvisare morse efficaci in giardino, come anche dentro un bagagliaio di un' auto, nel fai da te capita veramente di tutto. I morsetti o stringitoi servono molto piccoli, leggeri e molto regolabili al millimetro nel caso del modellismo, nel caso regolarsi con questa semplice ed a spanne ma efficace regola : pezzo = 1 cm ? strettoio con apertura, badate APERTURA non lunghezza, da max da 5 cm. I morsetti non bastano mai, non si puo' comprarli in blocco se non si usano continuamente od a livello professionale, quindi pensare bene, perche' e' veramente odioso ritrovarsi poi con mille morsetti diversi appesi, sconsolante e dico anche veramente poco pratico alla fine, anche perche' questo tipo di attrezzo, col tempo, si impara a conoscerne i limiti ed e' importantissimo se non a volte determinante prenderne uno al volo ed usarlo ancora piu' velocemente, senza neanche guardare quasi a quale si prende.

RORNA SOPRA


Le macchine elettriche. In questo campo, il fai da te e l'artigianato specialmente, bisogna stare molto attenti, vale non solo la regola dell'ottimo e nel possibile duttile nei suoi servizi, ma anche quella di prendere sempre in esame che le macchine vanno in genere bene solo per quello che non possiamo assolutamente fare direttamente con le nostre mani e gli attrezzi manuali appunto. Va da se' che un trapano elettrico e' determinante per molte cosette che non si riescono assolutamente a fare come avendolo, ma fatto salvo il trapano, non mi spingerei oltre se si inizia ora a fare da se', specialmente se nell'artigianale cio' e' persino controproducente, perche' prima di saper fare un buco perfetto con una macchina e' meglio saperlo realizzare con un semplice succhiello, cioe' una specie di cacciavite con la punta che avvitando fa buchi efficacissimi, si trovano di varia misura, secondo la sua grandezza, li vendono e costano pochissimo; prenderli casomai robusti pero', un paio bastano ed avanzano. Se si prevede di far buchi nei muri o nel ferro allora e' molto meglio comprare subito un trapano comunque. Un buon trapano non si giudica mai dai watt, come per gli aspiratori del resto; sintetizzo i punti importanti da considerare... che prenda punte almeno fino a 10 mm, meglio ancora se fino 13 mm; che abbia il "reverse", due velocita' variabili sarebbe ottimo; che abbia la percussione per i muri e tasselli. Non dimentichiamoci del cavo poi, parrebbe forse fin maniacale ma se il cavo di alimentazione e' sotto i 3-4 metri stortiamo il naso, inoltre se la guaina del cavo elettrico fosse a base gomma-neoprenica avremmo : primo---un cavo di alimentazione che resiste a quasi tutti i silventi ed acidi, secondo---un cavo che resiste molto bene all'eventuale calore e ter<o---il neoprene e' elastico, flessibile, parzialmente antiabrasione e robustissimo, cioe' se vediamo un qualsiasi elettroutensile con quel tipo di cavo vuole dire che a prescindere dal resto di solito siamo gia' sulla buona strada. Gia' con una potenza 500-600 watt con un trapano si lavora non male. Un'attrezzo poi che per chi ha gia' un minimo di pratica consiglierei e' un bel Proxxon; si tratta di un manipolo elettrico che ricorda simpaticamente un lavadenti elettrico, e' un porta frese elettrico piccolo, leggero, agile, discretamente potente e multifunzione, la marca Proxxon ritengo sia la migliore, ma anche la Dremel costando anche meno non e' male anche se meno preciso e duraturo. Il Dremel gira di picco piu' veloce ed e' leggermente piu' potente ma scalda prima e se usato pesante presto cedera' nei cuscinetti dell'albero, il Proxxon gira di picco meno, ma avendo cuscinetti precisissimi ( c'e' un modello coi cuscinetti all'argento molto durevoli e precisi ) e corpo in fusione di alluminio... insomma e' un professionale mica per nulla; il Proxxon costa dal doppio al sestuplo di qualsiasi altro, quanto si prevede di usarlo ?. Evitare i modelli ricaricabili, meglio il 220 volt. Gli accessori per questi manipoli elettrici sono vari, generalmente intercambiabili anche fra le marche e praticamente infiniti, anche per la qualita'. Gli accessori proxxon secondo me sono ancora pero' i migliori, subito dopo la Dremhel e poi qualsiasi, dipende anche da cosa si deve fare... per rifinire una bocchetta di serratura per esempio va benissimo anche una mola da 10 centesimi, per un trenino, una stanghetta di occhiali od un servo micro di radiocomando certamente no', perche' vi sono oscillazioni imprecise e pericolose, sia per il lavoro in se' che per noi le nostre dita ed i nostri occhi. Gia' che siamo sull'argomento, tenete sempre presente che usando questi attrezzi elettrici, per quanto piccoli essi siano, possono invece arrecare a noi ed alle cose danni tremendi, alla pari e peggio a volte dei loro fratelli elettrici molto piu' possenti da cantiere, usare nel possibile i guanti di pelle e sempre, assolutamente sempre gli occhiali di protezione testati anti infortunistici; la velocita' periferica di una moletta che gira a 22.000 giri non spara letteralmente solo polveri che incidono persino gli occhiali di protezione, se si dovessero infatti spaccare anche solo dei pezzettini di mola abrasiva o peggio dei dischi da taglio, questi verrebbero proiettati come appunto piccoli proiettili taglientissimi verso non si sa dove, e' piu' che una possibilita', non dimenticarlo mai, perche' prima di quando ci si aspetti accade, specialmente quando li si usa le prime volte e' pericoloso per gli occhi specialmente. Vi sono una miriade di elettroutensili utili, ma rimando questo discorso ad un link che non c'e' ancora e che non so ancora neanche se lo editero', lavorando anche con quelli e per tanti anni poi se ne capisce il perche', in ogni caso li menziono qui senza troppo approfondire, partendo in testa scaletta da quello che a me sembra nel caso il piu' "neccessario".

ASPIRATORE Un normalissimo Bidone Aspiratutto della Alfatec a 220 volt gia' basta. Non fate la fesseria di guardare i WATT, a parita' di consumo in watt capita che aspiratori diversi e meno ingordi di corrente elettrica " succhino " anche parecchio di piu' di altri, quella dei " tanti watt " e' una trovata pubblicitaria tra le piu' disinformative, la potenza di un'aspiratore infatti si misura in laboratori appositi e sulla potenza della colonna d'acqua sollevabile, quindi se si parla di efficacia in aspirazione si guarda non certo ai watt assorbiti, che rispecchiano solo i consumi di corrente elettrica per far girare un motore, ma a come vengono usati attraverso le ventole, gli ingranaggi ed in sintesi nella sua progettazione globale di fluido-meccanica semmai... il bidone aspiratutto Alfatec alza la sua brava colonnina d'acqua fino a 120 cm... piu' che onesto direi e con quel prezzo poi diventa ottimo se osserviamo i suoi watt decentissimi assorbiti, usandolo aspirera' spesso di piu' consumando molto meno. Non sottovalutiamo inoltre che, come spesso anche altri aspiratori simili, puo' anche aspirare liquidi, puo' soffiare, il che' apre a progettazioni casalinghe come compressore, quindi anche un gonfiatore od uno spruzzatore a bassa pressione, volendo anche per verniciature ( sempre a bassa pressione ), persino come aspiratore di fumi da convogliare fuori casa, quando si salda, si stagna o si vernicia ( nel caso usarlo solo con esalazioni di vernici senza solventi infiammabili , state attentissimi a questo ), e moltissime altre, oltre che ad una ovvia pratica e velocissima pulizia, che e' poi quello a cui si pensa principalmente con questo attrezzo utilissimo...

TRAPANO ELETRICO ( consiglio il Bosch, serie BLU se con battente e' meglio, da 220 volt )

COMPRESSORE ( il tipo normale anche un 10 o 25 litri lo si benedice sempre di averlo, se in casa e' meglio un modello TOROICO, a ciambella, piu'silenzioso e stivabile )

AVVITATORE A BATTERIA ( ottimo anche con potenze basse se di buona produzione, cioe' da 7,6 o 9,6 volt, consiglio di prenderlo con 2 batterie. Buoni Bosch verde, per me ottimi : Festo, Makita e DeWalt )

MOLA A SMERIGLIARE ( Bosch serie BLU-meglio ancora Rupes o Makita- 220 volt. con mola con diametro 125 e' duttile nel suo uso anche per lavori pesanti, il diametro mola da 115 e' il modello base). Nella vastissima offerta di tipologie in fatto di grana del disco mola e del suo uso ci si perderebbe a descrivere, consiglio di sfogliare furiosamente i cataloghi di questi dischi, rimarrete sorpresi di quanto e di cosa viene prodotto... di fatto oggi si puo' chiedere di fare veramente di tutto alle mole, informarsi per credere.

SEGHETTO ALTERNATIVO ( Bosch serie BLU ( il famoso "scintilla" non tradisce mai ) - oppure Makita, Festo, Rupes,DeWalt, tutti a 220 volt )

SALDATRICE AD ARCO ( Telvin per esempio e' una marca seria ma ve ne sono tantissime affidabili a buon prezzo semi-professionali, oggi poi esistono gli INVERTER efficacissimi e leggerissimi da trasportare)

FIAMMA A GAS ( dagli edili, gli usa e getta possono andare bene, ma bisogna vedere quanto li si usa, e' un problema principalmente di comodita' relativo alla durata del gas. Con bombola a gas ricaricabile da max 3 kg, con canna e becco il piu' piccolo possibile, regolabile nell'erogazione gas ovviamente andiamo bene per quasi tutto nel medio leggero....per questa tipologia ricaricabile andare sicuramente dagli edili, ma anche dai brico e' ok, guardare che il tubo di alimentazione gas sia collegato bene, che non sia scaduto o troppo corto, meno di un metro e mezzo puo' diventare veramente pericoloso )

SEGHETTO A GATTUCCIO ( da meccanico, assortimento lame anche per legno, qualsiasi che sia bello pesante a 220 volt, nei brico lo si paga 10 volte meno e cinese, essendo un'elettroutensile solitamente pesantissimo e rozzo gia' basta se non gli si chiede di tagliare putrelle d'acciaio ogni giorno; durera' in genere anche 10 volte meno ? ovvio ma che si pretende ragazzi ?!). In ogni caso molto utile.

LEVIGATRICE A NASTRO ( qualsiasi anche economicissima funziona decentemente 220 volt, ne ho anche una da battaglia...33 euro alla Lidl... ottimo rapporto qualita' prezzo, ma non e' una Makita ovviamente)

LEVIGATRICE ROTORBITALE ( Bosch SERIE blu, Festo qui e' la migliore insieme alla Rupes, tutte a 220 volt )

FRESATRICE PER LEGNO ( Bosch serie BLU ottima - Festo - Rupes, tutte a 220 volt )

MOLA DA BANCO DOPPIA ( almeno 1/4 di cavallo, persino la Valex da 30-50 euro va bene, 220 volt )

TORNIO ( il tornio, paralelo da meccanica, da almeno 150 cm , qui anche un impreciso e rozzo modello cinese alla fine ci " apre " ad essere veramente quasi indipendenti, pensateci insomma, 220 volt. Quelli per legno se semplici costano veramente poco, ma attenzione : poi fara' una valanga di trucioli e polvere a casa nostra, obbligatorio un luogo da poter isolare e l'aspiratore da laboratorio cioe' minimo altri 180-350 euro, sic !!! )

DEMOLITORE ( sconsiglio quelli oleodinamici, meglio elettropneumatici, memo potenti ma eterni, inoltre se si guastano le guarnizioni non perdono olio pestifero, tutti a 220 volt, quelli dei brico da 35-80 euro picchiano non male ma a me durano quasi sempre una stagione e poi " ciao "...un buon professionale medio costa da 900 euro in su, gli scalpelli aggintivi secondo il tipo costano da 20 a 60 euro cad. e sono a parte, sappiatelo

Di macchine per il lavoro ve ne sono tante altre naturalmente, ma sono quasi sempre le specializzazioni o le variazioni di queste descritte brevemente sopra.

PRIMA DI TUTTO PENSA CON LE MANI :)

 

 

  • PROCEDERE O FRENARE

  • CAPIRE COSA SI HA DAVANTI

  • IL PROBLEMA PRINCIPALE

  • LA SCALETTA

  • IL BANCO DI LAVORO

  • I MATERIALI D'OPERA

  • I MATERIALI DI "APPORTO"

  • STIVARE, GESTIRE ECC....

 


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